Da Roma al 1800

A dare un’efficiente struttura ai primi Vigili del Fuoco fu l’imperatore Augusto nel 6 d.C. e, fin da allora, nell’Impero Romano, tale istituzione fu tenuta in grandissima considerazione. In tempi moderni, tale organizzazione ebbe un grande sviluppo con l’avvento di Napoleone Bonaparte che nel 1810, a seguito di un incendio di vaste proporzioni con un bilancio pesantissimo in vite, decretò la nascita del Battaglione Genio Pompieri a Parigi e di Compagnie di Genieri Pompieri su tutto il territorio del suo impero e quindi anche in molte zone dell’Italia. 

1303 - 1833

I VIGILI DEL FUOCO NELLA GRANDE GUERRA:

Tutti i più grandi appassionati di alpinismo dell’Italia centrale conoscono il rifugio Sebastiani di Rocca di mezzo (AQ) quota M 2102.Nato a roma il 26 Ottobre 1885, fin da bambino Vincenzo Sebastiani si appassionò a tutti gli esercizi sportivi, preferendoli a qualsiasi passatempo e mettendo davanti subito le sue doti atletiche. Negli anni dell’università unì alla brillantezza e agli ottimi risultati che conseguiva negli studi, la moralità. Fu abilissimo nuotatore della “Società romana di nuoto” con la quale prese parte a diverse gare nel Tevere. Fu ciclista, socio della “Audax” con la quale vinse una corsa di 400 Km. Fu motociclista esperto ma la montagna fu la sua grande passione. Fu autore con due giovani studenti, di una mirabile impresa, riuscendo a recuperare per una via esplorata prima gli oggetti e i reperti personali dei fratelli Segato. Alpinisti e figli di un generale dell’esercito, precipitati, nel corso di un’escursione, dalla cima del monte Graviola.    

1596 - 2012

STORIA DEI LOCALI DEL MUSEO NAZIONALE

L’edificio che ospita la Galleria Storica del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco è situato in un’ala periferica del Palazzo Ducale di Mantova. Edificato su ordine del Marchese di Mantova, Francesco II Gonzaga (1484 – 1519), su progetto di Giulio Romano, l’edificio compare già nella pianta prospettica della città di Mantova eseguita da Gabriele Bertazzolo nel 1596 indicato come Cortile della Mostra e Stalle. Con la stessa denominazione compare sulla seconda pianta prospettica di Mantova pubblicata nel 1628.

1900 - 1945

NELLA PRIMA META' DEL 20° SECOLO

Nel 1908 nel terremoto di Messina i Pompieri offrono il primo esempio di Protezione Civile. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il Corpo è mobilitato sotto il fuoco nemico con un immane sacrificio di vite umane. In Italia il 27 febbraio 1939 con la legge n. 33 nasce il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, ma solo il 27 dicembre 1941 con la legge 1570 che conteneva le nuove norme per l’organizzazione dei servizi antincendi, i regolamenti e le disposizioni amministrative, il Corpo viene istituito ufficialmente.

1903 - 1973

ARNALDO HARZARICH • Pola, 1903 / Merano, 1973

Arnaldo Harzarichè passato alla storia perché il suo nome fu legato al dramma delle foibe. Nacque a Pola il 3 maggio 1903 da padre di Treviso e madre di Veglia. Maresciallo di Terza Classe del 41º Corpo dei Vigili del Fuoco di Pola, ottenne la Medaglia d'oro al Valor Civile per essersi distinto in particolari atti di coraggio e perizia nell'espletamento delle sue funzioni.

1949 - 1951

1949-1951 ALLUVIONI IN EMILIA

Il 26 novembre 1949 il fiume Reno rompeva l’argine sinistro, in prossimità del Ponte di Gallo, producendo uno squarcio di oltre 100 m inondando la campagna ferrarese per un’estensione di circa 12.000 ettari. Furono impiegate imbarcazioni normali in legno a remi e qualche battello pneumatico; ad alcune imbarcazioni fu impresso movimento meccanico mediante l’applicazione a bordo di piccole motopompe da incendio.

1951

1951 • ALLUVIONE DEL POLESINE

Nel novembre 1951 una serie di gravi perturbazioni atmosferiche interessò senza soluzioni di continuità tutta l’Italia settentrionale. Oltre ai primi straripamenti di corsi d’acqua a regime torrentizio caratterizzati da brevi tempi di corrivazione, che interessarono la Toscana e la Liguria, si determinarono contemporanee ondate di piena sugli affluenti più a monte del corso del Po. Avendo le piogge colpito sia il versante alpino che appenninico del bacino padano, si determinò un fenomeno di risonanza idrodinamica imprevedibile: dopo sei giorni di pioggia, numerose ondate di piena entrarono nel Po. 

1963 FRANA DEL VAJONT

Il 9 ottobre 1963, alle ore 22:39, un'enorme frana precipitò dalle pendici settentrionali del monte Toc nelle acque del bacino artificiale del Vajont, un bacino creato dalla più alta diga del mondo (267 m). Una massa compatta di oltre 270 milioni di metri cubi di rocce e detriti furono trasportati a valle in un attimo, accompagnati da un enorme boato. Tutta la costa del Toc, larga quasi tre chilometri, costituita da boschi, campi coltivati ed abitazioni, affondò nel bacino sottostante, provocando una gran scossa di terremoto. Il lago sembrò sparire, e al suo posto comparve un’enorme nuvola bianca, una massa d'acqua dinamica alta più di 100 metri, contenente massi dal peso di diverse tonnellate.

1966 Alluvione di Firenze

Sono appena trascorse le feste di Ognissanti e ormai da diversi giorni tutta la penisola è attraversata dal maltempo: consistenti precipitazioni hanno interessato soprattutto il Veneto e la Toscana. La pioggia non cessa dal 25 ottobre e nella sola notte tra il 3 e il 4 novembre cadono quasi 200 mm di acqua. L'esercito, le forze dell'ordine e i vigili del fuoco sono stati allertati sulla pericolosità della situazione.

Gennaio 1968

TERREMOTO IN SICILIA (BELICE)

Nella notte tra il 14 e il 15 gennaio del 1968 un violento terremoto devastò la regione del Belice nella Sicilia occidentale, un’area compresa tra le province di Palermo, Trapani e Agrigento. Due scosse di terremoto, una all'ora di pranzo e l'altra, a tarda sera, di potenza devastante (magnitudo momento 6,1), portano la distruzione, pressoché totale, dei centri di Poggioreale, Montevago, Santa Margherita Belice, Santa Ninfa, Gibellina e Salaparuta che furono rasi al suolo. Quasi 400 morti e un migliaio di feriti, circa 98.000 persone rimasero senza tetto.